«Grazie al simbolo, Mosè conobbe in anticipo il mistero della tenda che abbraccia l'universo. Essa è Cristo, potenza di Dio e sapienza di Dio, che non fatta da mano d'uomo per sua natura ha accettato di sottoporsi alla creazione quando questa tenda ha dovuto essere piantata fra noi, sì che essa in certo modo è increata e creata: increata perché preesistente, è divenuta creata a causa di questa struttura materiale» (San Gregorio Nisseno, De vita Moysis, PG 44, 382B.)
Acheropita o Mandylion, Novgorod, Russia, XII sec.
L'icona «non manufatta» del volto di Cristo riproduce, secondo la leggenda, le sembianze reali
«Ciò che abbiamo veduto con i nostri occhi, ciò che noi abbiamo contemplato e ciò che le nostre mani hanno toccato, ossia il Verbo della vita, noi lo annunziamo anche a voi». (1 Gv 1, 1-3)
di Gesù impresse su una tela, il mandilion: egli stesso l'avrebbe fatta avere al re Abgar di Edessa che, gravemente ammalato, lo aveva pregato di recarsi a visitarlo. Il significato della leggenda consiste anzitutto nell'attestare la storicità di Gesù Cristo e nel ricondurre ogni sua raffigurazione ad un'immagine iniziale ricevuta e non elaborata, divina e non umana.
