07 marzo 2012

Archetipi: il Volto Santo

da Maria Giovanna Nuzj, L'immagine acheropita in "Trasfigurazione, introduzione alla contemplazione delle icone, Edizioni Paoline, Milano 1987
Acheropita o Mandylion, Novgorod, Russia, XII sec.
«Grazie al simbolo, Mosè conobbe in anticipo il mistero della tenda che abbraccia l'universo. Essa è Cristo, potenza di Dio e sapienza di Dio, che non fatta da mano d'uomo per sua natura ha accettato di sot­toporsi alla creazione quando questa tenda ha dovuto essere piantata fra noi, sì che essa in certo modo è increata e creata: increata perché preesistente, è divenuta creata a causa di questa struttura materiale» (San Gregorio Nisseno, De vita Moysis, PG 44, 382B.)

«Ciò che abbiamo veduto con i nostri occhi, ciò che noi abbiamo contemplato e ciò che le nostre mani hanno toccato, ossia il Verbo della vita, noi lo annunziamo anche a voi». (1 Gv 1, 1-3) 
L'icona «non manufatta» del volto di Cristo riproduce, secondo la leggenda, le sembianze reali
di Gesù impresse su una tela, il mandilion: egli stesso l'avrebbe fatta avere al re Abgar di Edessa che, gravemente ammalato, lo ave­va pregato di recarsi a visitarlo. Il significato della leggenda con­siste anzitutto nell'attestare la storicità di Gesù Cristo e nel ricon­durre ogni sua raffigurazione ad un'immagine iniziale ricevuta e non elaborata, divina e non umana.

01 marzo 2012

Nordica Anima Mundi

di Massimo Maggiari
"Il mondo intero è dimorato dagli Dei" (Talete)
Se in passato si parlava di mal d’Africa per chi visitava quel continente e ordiva il ritorno, nonostante pericoli e deprivazioni, possiamo oggi noi parlare di mal d’Artico? Vivendo ormai nei tempi della comunicazione globale, i modi e i mezzi di entrata e uscita da quel mondo sono senz’altro più rapidi e affidabili, meno legati a iniziative di associazioni scientifiche o intere nazioni. Ma cosa richiama un numero sempre maggiore di persone a visitare i Poli del mondo? A sponsorizzare spedizioni, viaggi, esplorazioni amatoriali, crociere e traversate nautiche. Spesso ritornandoci più di una volta? Ho qui tra le mani un libro di ritratti polari recentemente pubblicato in Gran Bretagna. Sfogliando le pagine troviamo una lunga rassegna di foto d’individui che hanno segnato le loro vite nelle zone artiche. L’ultimo è Graham Dickson, nato nel 1975, e fondatore di una compagnia specializzata in dare supporto logistico a quelle latitudini.
Combinando le conoscenze tradizionali degli inuit con la moderna tecnologia sta creando lassù a Nunavut una nuova mappa per espandere gli orizzonti dell’eco-turismo. Diversi gli elementi di seduzione evocati da questo angolo di terra. Innanzitutto il desiderio di esplorazione per tutto ciò che è lontano, singolare, ed esoticamente diverso.
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