| Battesimo di Cristo (XV sec.) |
condividono la gioia del mondo
e il mondo è pieno di gioia.
Ti videro le acque, Dio,
ti videro e ne furono sconvolte.
Il Giordano si volse indietro
quando vide il fuoco della Divinità
venire a lui corporalmente
e scendere nel suo corso.
Il Giordano si volse indietro
quando vide lo Spirito discendere dal cielo
come una colomba e posarsi su di te.
Il Giordano si volse indietro quando vide l’Invisibile
reso visibile,
il Creatore fatto carne,
il Signore prendere la forma dello schiavo.
reso visibile,
il Creatore fatto carne,
il Signore prendere la forma dello schiavo.
Le nubi fecero sentire la loro voce nell’ammirazione
che causava loro la venuta fra di noi
della Luce da Luce,
del Dio vero da Dio vero.
Il passo descrive in forma letteraria ciò che gli iconografi affermavano con le immagini nelle diverse versioni dipinte di questo tema nel corso dei secoli. Pur essendo il passo particolarmente ricco di spunti di riflessione, ci soffermeremo solo su alcuni aspetti che interessano al nostro studio, riservandoci di rianalizzarlo successivamente sotto altri punti di vista.
Il testo mette in evidenza lo sconvolgimento che l'evento opera nella natura: la terra e il mare vedono ed esultano di gioia; le nubi parlano o forse cantano per l'ammirazione; le acque del Giordano ai piedi di Cristo sconvolte si ritraggono e invertono il loro corso.
Esattamente «Ti videro le acque» (ripresa dal Salmo 77:17) e il «Il Giordano si volse indietro» (ripresa dal Salmo 113(114):3), evidenziano lo stato dell'elemento acqua, che in natura sta in basso e ha un movimento discendente, ma a causa dell'evento epifanico sale.
L'elemento fuoco, chiaramente espresso nelle frasi «quando vide il fuoco della Divinità», «quando vide lo Spirito discendere dal cielo», è lo Spirito di Dio sotto forma di colomba che discende dal cielo, in natura sale verso l'alto ma come l'acqua inverte il suo moto e scende.
Tutti e due gli elementi sovvertono la loro natura, si ha un rovesciamento del corso naturale delle cose, e proprio negli elementi principi della natura stessa.
«In principio Dio creò il cielo e la terra. La terra era informe e deserta e le tenebre ricoprivano l'abisso e lo spirito di Dio aleggiava sulle acque.(Genesi 1:1,2)»
Il fuoco, lo spirito di Dio, elemento maschile per eccellenza, calore, luce, movimento, è creatore di vita, è energia, è principio spirituale che informa la materia inerte e caotica, è il Logos creatore.
L'acqua, elemento femminile per eccellenza (in greco la parola mare, thàlassa, ha genere femminile), che si adatta a qualsiasi forma in grado di contenerla, rappresenta il mondo della materia informale del caos primordiale, le acque del principio destinate a ricevere l'incontro con il fuoco divino per procedere alla creazione del mondo. Da qui nasce il mondo con le sue leggi inviolabili.
Ma ora tutto cambia, la Teofania opera una completa rivoluzione: ciò che in natura è destinato a salire, scende e ciò che è destinato a scendere, sale. I due elementi possono così incontrarsi nell'uomo-Dio, e la creazione viene rigenerata, tutto rinasce e si accorge del rinnovamento, la natura si scuote e comprende, la caduta di Adamo viene annullata e viene ricomposta la frattura tra l'umano e il divino.
Nell'iconografia questo è ancora più evidente: le due montagne ai lati del dipinto, separate dall'abisso, cioè dallo spazio occupato dalle acque, rappresentano la frattura a causa del peccato originale, ma anche il mondo degli inferi destinati all'uomo decaduto. Con la discesa dello Spirito Santo in Cristo immerso nelle acque, l'abisso viene colmato. Invertendosi le acque non sono più in grado di nuocere, si annulla così la caduta adamica e la natura umana e quella divina si riconciliano e si incontrano. Cristo stesso è il luogo di incontro e di unione, centrale nell'icona, unisce il lato destro con quello sinistro e il basso con l'alto, tutto ritorna all'unità, e Cristo è questa unità.
che causava loro la venuta fra di noi
della Luce da Luce,
del Dio vero da Dio vero.
Il passo descrive in forma letteraria ciò che gli iconografi affermavano con le immagini nelle diverse versioni dipinte di questo tema nel corso dei secoli. Pur essendo il passo particolarmente ricco di spunti di riflessione, ci soffermeremo solo su alcuni aspetti che interessano al nostro studio, riservandoci di rianalizzarlo successivamente sotto altri punti di vista.
Il testo mette in evidenza lo sconvolgimento che l'evento opera nella natura: la terra e il mare vedono ed esultano di gioia; le nubi parlano o forse cantano per l'ammirazione; le acque del Giordano ai piedi di Cristo sconvolte si ritraggono e invertono il loro corso.
Esattamente «Ti videro le acque» (ripresa dal Salmo 77:17) e il «Il Giordano si volse indietro» (ripresa dal Salmo 113(114):3), evidenziano lo stato dell'elemento acqua, che in natura sta in basso e ha un movimento discendente, ma a causa dell'evento epifanico sale.
L'elemento fuoco, chiaramente espresso nelle frasi «quando vide il fuoco della Divinità», «quando vide lo Spirito discendere dal cielo», è lo Spirito di Dio sotto forma di colomba che discende dal cielo, in natura sale verso l'alto ma come l'acqua inverte il suo moto e scende.
Tutti e due gli elementi sovvertono la loro natura, si ha un rovesciamento del corso naturale delle cose, e proprio negli elementi principi della natura stessa.
«In principio Dio creò il cielo e la terra. La terra era informe e deserta e le tenebre ricoprivano l'abisso e lo spirito di Dio aleggiava sulle acque.(Genesi 1:1,2)»
Il fuoco, lo spirito di Dio, elemento maschile per eccellenza, calore, luce, movimento, è creatore di vita, è energia, è principio spirituale che informa la materia inerte e caotica, è il Logos creatore.
L'acqua, elemento femminile per eccellenza (in greco la parola mare, thàlassa, ha genere femminile), che si adatta a qualsiasi forma in grado di contenerla, rappresenta il mondo della materia informale del caos primordiale, le acque del principio destinate a ricevere l'incontro con il fuoco divino per procedere alla creazione del mondo. Da qui nasce il mondo con le sue leggi inviolabili.
Ma ora tutto cambia, la Teofania opera una completa rivoluzione: ciò che in natura è destinato a salire, scende e ciò che è destinato a scendere, sale. I due elementi possono così incontrarsi nell'uomo-Dio, e la creazione viene rigenerata, tutto rinasce e si accorge del rinnovamento, la natura si scuote e comprende, la caduta di Adamo viene annullata e viene ricomposta la frattura tra l'umano e il divino.
Nell'iconografia questo è ancora più evidente: le due montagne ai lati del dipinto, separate dall'abisso, cioè dallo spazio occupato dalle acque, rappresentano la frattura a causa del peccato originale, ma anche il mondo degli inferi destinati all'uomo decaduto. Con la discesa dello Spirito Santo in Cristo immerso nelle acque, l'abisso viene colmato. Invertendosi le acque non sono più in grado di nuocere, si annulla così la caduta adamica e la natura umana e quella divina si riconciliano e si incontrano. Cristo stesso è il luogo di incontro e di unione, centrale nell'icona, unisce il lato destro con quello sinistro e il basso con l'alto, tutto ritorna all'unità, e Cristo è questa unità.
Sitografia
Fonte del testo: Nati dallo Spirito
Fonte delle immagine: Христианство в искусстве - Christian Art
1 commento:
Anche la Veglia Pasquale ha una struttura simbolica edificata sui quattro elementi, fuoco-aria-acqua-terra, con le quattro liturgie che la compongono:
1. la liturgia del fuoco
2. la liturgia della parola
3. la liturgia battesimale
4. la liturgia eucaristica
Anche con tale struttura simbolica essa vuole ri-creare l'uomo ed il mondo grazie al sacrificio redentore di Gesù Cristo, perciò la prima delle letture bibliche è Gen 1,1-2,4 il racconto della creazione.
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