Risulta comodo individuare nel testo due momenti del ragionamento di Gregorio.
Primo momento
"«Questo è il libro della genesi del cielo e della terra», dice la Scrittura, quando fu compiuto tutto il mondo visibile [...] Legame solido tra gli esseri generati fu collocata dentro di essi l'arte e la potenza divina che governa con duplice energia tutte le cose: per mezzo della quiete e del movimento si produce la generazione delle cose che ancora non sono e la conservazione di quelle che sono. [...] Una stessa tensione è stata situata in ciascuna delle sostanze separate per mezzo della propria attività: ciò che è stabile per natura e ciò che gira con necessaria rapidità. Così, infatti, né la terra cambia dalla propria posizione, né il cielo si stanca mai dal grandissimo impeto del proprio movimento.
Ecco i primi elementi che la sapienza del Creatore ha stabilito quale principio di tutto il meccanismo degli esseri. Penso che il grande Mosè dichiarando che al principio Dio creò il cielo e la terra, volesse significare che nella creazione tutti i fenomeni che per volontà di Dio sono stati condotti alla generazione sono stati originati dal movimento e dalla quiete. Essendo il cielo e la terra diametralmente tra loro opposti a causa della loro attività"
Può chiarire meglio uno schema sintetico della concezione di Gregorio di Nissa:
| Causa | Arte e Potenza divina ↓↓↓ Duplice energia ↓...........................................................↓ | |
| Immagine | Cielo | Terra |
| Significato | Movimento | Quiete |
| Qualità | Energia attiva (paterna-maschile) | Energia passiva (materna-femminile) |
Secondo momento
"Essendo il cielo e la terra diametralmente tra loro opposti a causa della loro attività, la creazione che sta nel mezzo in parte partecipa delle situazioni vicine e si colloca nel mezzo degli estremi, così che sia chiara la connessione che hanno tra loro le cose contrarie. Attraverso questo mezzo, l'aria imita l'incessante mobilità e sottilità dell'essenza del fuoco per la leggerezza della natura e l'attitudine al movimento, tuttavia non è tale da essere aliena dalla parentela con le cose stabili, non rimanendo sempre priva di movimento, né sempre scorrendo e disperdendosi.
Per la familiarità con l'una e con l'altra diventa come un confine tra le opposte proprietà, mescolando e separando in se stessa gli elementi per natura eterogenei; per la stessa ragione anche la sostanza umida si armonizza con l'uno e con l'altro dei contrari. Per la pesantezza e la tendenza verso il basso ha molta familiarità con la terra, e per la partecipazione alla fluidità e alla permeabilità non è del tutto lontana dalla natura del movimento. Allora è possibile la mescolanza dei contrari, della pesantezza che si trasforma in movimento e del movimento non impedito dalla pesantezza, così che si congiungono tra loro sostanze per natura estremamente separate. Ben più: diventando una sola attraverso le sostanze che tengono il mezzo, per parlare con linguaggio preciso, la stessa natura delle parti contrarie non è mai del tutto senza mescolanza con le proprietà dell'altra perché, come credo, i fenomeni del cosmo inclinano gli uni verso gli altri, e la creazione che si trova [dispersa] nelle proprietà dei contrari cospira verso la propria unità. Infatti il movimento non è solo passaggio di luogo, ma è anche trasformazione (diciamo ancora che la natura immutabile non conosce il movimento verso l'alterazione), e la divina sapienza avendo scambiate le proprietà particolari, ha posto in ciò che è sempre in movimento l'inalterabilità, e in ciò che è sempre immobile il movimento [l'alterazione]"
Da cui si può ricavare un'altro schema:
| Immagine | Cielo | Fuoco Aria Acqua Terra | Terra |
| Significato | Movimento+Inalterabilità | elementi intermedi | Quiete+Alterazione |
| Qualità | Energia attiva passivizzata | Combinazione variabile delle due energie | Energia passiva attivata |
| Risultato | Ritorno all'Unità | ||
Bibliografia:
Gregorio di Nissa, L'uomo, a cura di B.Salmona, ed.Città Nuova, 1982
1 commenti:
E' incredibile cosa sei riuscito a fare. Un post che è dottrina e spirito. Il testo di Gregorio l'ho qui, letto da tempo. Ma questa lettura apre percorsi. Per un filosofo, anche. Con Platone in una mano e Lao Tse nell'altra.
Valter Binaghi
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