07 marzo 2010

Archetipi: Il Cielo - La Terra

da Gregorio di Nissa, L'uomo (De hominis opificio, 379 d.C), ed.Città Nuova, 1982

Nel primo capitolo del suo trattato sull'uomo San Gregorio di Nissa, Padre della Chiesa del primo cristianesimo, ci offre un'interpretazione del passo dell'Antico Testamento in chiave cosmogonica e cosmologica, evidenziando il carattere simbolico attribuito ai primordiali elementi del cielo e della terra. Questo testo può essere utile, insieme ad altri che verranno analizzati successivamente, come fonte precisa per la definizione del significato degli elementi simbolici utilizzati nell'architettura e nelle arti figurative. Il grassetto è aggiunto al testo originale per mettere in evidenza le parti principali del discorso.
Risulta comodo individuare nel testo due momenti del ragionamento di Gregorio.
Primo momento
"«Questo è il libro della genesi del cielo e della terra», dice la Scrittura, quando fu compiuto tutto il mondo visibile [...] Legame solido tra gli esseri generati fu collocata dentro di essi l'arte e la potenza divina che governa con duplice energia tutte le cose: per mezzo della quiete e del movimento si produce la generazione delle cose che ancora non sono e la conservazione di quelle che sono. [...] Una stessa tensione è stata situata in ciascuna delle sostanze separate per mezzo della propria attività: ciò che è stabile per natura e ciò che gira con necessaria rapidità. Così, infatti, né la terra cambia dalla propria posizione, né il cielo si stanca mai dal grandissimo impeto del proprio movimento.
Ecco i primi elementi che la sapienza del Creatore ha stabilito quale principio di tutto il meccanismo degli esseri. Penso che il grande Mosè dichiarando che al principio Dio creò il cielo e la terra, volesse significare che nella creazione tutti i fenomeni che per volontà di Dio sono stati condotti alla generazione sono stati originati dal movimento e dalla quiete. Essendo il cielo e la terra diametralmente tra loro opposti a causa della loro attività"
Può chiarire meglio uno schema sintetico della concezione di Gregorio di Nissa:
Causa  Arte e Potenza divina
↓↓↓
 Duplice energia
↓...........................................................↓
Immagine Cielo Terra
Significato  Movimento Quiete
Qualità Energia attiva
(paterna-maschile)
Energia passiva
(materna-femminile)
I due principi sono nettamente divisi e hanno qualità opposte come afferma il testo. Il processo vale sia in senso cosmogonico (generazione) che cosmologico (conservazione). Tuttavia in un secondo momento intervengono generati dalle due energie i quattro elementi intermedi che apportano un cambiamento nel rapporto tra i due principi.
Secondo momento
"Essendo il cielo e la terra diametralmente tra loro opposti a causa della loro attività, la creazione che sta nel mezzo in parte partecipa delle situazioni vicine e si colloca nel mezzo degli estremi, così che sia chiara la connessione che hanno tra loro le cose contrarie. Attraverso questo mezzo, l'aria imita l'incessante mobilità e sottilità dell'essenza del fuoco per la leggerezza della natura e l'attitudine al movimento, tuttavia non è tale da essere aliena dalla parentela con le cose stabili, non rimanendo sempre priva di movimento, né sempre scorrendo e disperdendosi.
Per la familiarità con l'una e con l'altra diventa come un confine tra le opposte proprietà, mescolando e separando in se stessa gli elementi per natura eterogenei; per la stessa ragione anche la sostanza umida si armonizza con l'uno e con l'altro dei contrari. Per la pesantezza e la tendenza verso il basso ha molta familiarità con la terra, e per la partecipazione alla fluidità e alla permeabilità non è del tutto lontana dalla natura del movimento. Allora è possibile la mescolanza dei contrari, della pesantezza che si trasforma in movimento e del movimento non impedito dalla pesantezza, così che si congiungono tra loro sostanze per natura estremamente separate. Ben più: diventando una sola attraverso le sostanze che tengono il mezzo, per parlare con linguaggio preciso, la stessa natura delle parti contrarie non è mai del tutto senza mescolanza con le proprietà dell'altra perché, come credo, i fenomeni del cosmo inclinano gli uni verso gli altri, e la creazione che si trova [dispersa] nelle proprietà dei contrari cospira verso la propria unità. Infatti il movimento non è solo passaggio di luogo, ma è anche trasformazione (diciamo ancora che la natura immutabile non conosce il movimento verso l'alterazione), e la divina sapienza avendo scambiate le proprietà particolari, ha posto in ciò che è sempre in movimento l'inalterabilità, e in ciò che è sempre immobile il movimento [l'alterazione]"
Da cui si può ricavare un'altro schema:
Immagine Cielo Fuoco
Aria
Acqua
Terra
Terra
Significato  Movimento+Inalterabilità elementi intermedi Quiete+Alterazione
Qualità Energia attiva passivizzata Combinazione
variabile delle due energie
Energia passiva attivata
Risultato Ritorno all'Unità
I due principi non sono nettamente divisi ma sono partecipi l'uno dell'altro, ciò dipende della causa prima della creazione divina che tende a ricondurre tutto alla sua natura fondamentale che è unitaria. Apparentemente divisi sono inscindibili e interamente partecipi dell'Unità divina, la quale si afferma come origine e fine di ogni realtà.

Bibliografia:
Gregorio di Nissa, L'uomo, a cura di B.Salmona, ed.Città Nuova, 1982

1 commenti:

Anonimo ha detto...

E' incredibile cosa sei riuscito a fare. Un post che è dottrina e spirito. Il testo di Gregorio l'ho qui, letto da tempo. Ma questa lettura apre percorsi. Per un filosofo, anche. Con Platone in una mano e Lao Tse nell'altra.

Valter Binaghi

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