da "Scolpire il tempo", ed.Ubulibri.
“L'arte esiste e si afferma là dove esiste quell'eterna e insaziabile nostalgia della spiritualità, dell'ideale, che raccoglie gli uomini attorno all'arte. È erronea la via per la quale si è avviata l'arte contemporanea, rinunciando alla ricerca del significato della vita in nome dell'affermazione del valore autonomo della persona. La cosiddetta creazione comincia ad apparire una sorta di eccentrica occupazione a cui attendono personalità sospette che affermano il valore intrinseco di qualsiasi atto personalizzato. Ma nella creazione la personalità non si afferma, bensì è al servizio di un'altra idea generale e di ordine superiore. L'artista è sempre un servitore che si sforza per così dire di sdebitarsi per il dono che gli è stato concesso come una grazia. Tuttavia l'uomo moderno non è disposto ad alcun sacrificio, benché soltanto il sacrificio costituisca un'autentica affermazione.”
archetipi, simboli, segni, iconografie, tipologie, metafore, allegorie, iconologie,
nel campo dell'architettura e delle arti
τὰ δὲ εἰσιόντα καὶ ἐξιόντα τῶν ὄντων ἀεὶ μιμήματα͵
τυπωθέντα ἀπ΄αὐτῶν τρόπον τινὰ
δύσφραστον καὶ θαυμαστόν
le cose entranti e uscenti
degli Enti eterni imitanti
impresse da essi in un modo
quasi indicibile e mirabile
(Platone, Timeo, 50c)
29 maggio 2009
28 maggio 2009
Scolpire il tempo (2) - Andrej Tarkovskij
da "Scolpire il tempo", ed.Ubulibri.
“C'è una speranza che l'uomo sopravviva, nonostante tutti i segni del silenzio apocalittico preannunciato dall'evidenza dei fatti? La risposta a questo interrogativo, forse, è contenuta nell'antica leggenda sulla resistenza dell'albero inaridito, privato dei succhi vitali (...) Un monaco, passo dopo passo, secchio dopo secchio portava l'acqua sulla montagna e innaffiava l'albero inaridito, credendo senz'ombra di dubbio nella necessità di ciò che faceva, senza abbandonare neppure per un istante la fiducia nella forza miracolosa della sua fede e perciò assistette al miracolo: una mattina i rami dell'albero si rianimarono e si coprirono di foglioline. Ma questo è forse un miracolo? È soltanto la verità.”
“C'è una speranza che l'uomo sopravviva, nonostante tutti i segni del silenzio apocalittico preannunciato dall'evidenza dei fatti? La risposta a questo interrogativo, forse, è contenuta nell'antica leggenda sulla resistenza dell'albero inaridito, privato dei succhi vitali (...) Un monaco, passo dopo passo, secchio dopo secchio portava l'acqua sulla montagna e innaffiava l'albero inaridito, credendo senz'ombra di dubbio nella necessità di ciò che faceva, senza abbandonare neppure per un istante la fiducia nella forza miracolosa della sua fede e perciò assistette al miracolo: una mattina i rami dell'albero si rianimarono e si coprirono di foglioline. Ma questo è forse un miracolo? È soltanto la verità.”
24 maggio 2009
Scolpire il tempo (1) - Andrej Tarkovskij
“L'arte priva di spiritualità reca in se stessa la propria tragedia. Persino la constatazione della mancanza di spiritualità del tempo in cui vive richiede all’artista la più alta e determinata elevatezza spirituale. L’artista autentico è sempre al servizio dell’immortalità, si sforza di rendere immortale il mondo e l’uomo in questo mondo.”
Questa serie prende il nome dal libro del regista russo Andrej Tarkovskij, vuole essere uno spazio dedicato alla parola di importanti protagonisti della cultura moderna. Artisti, scrittori, poeti, registi che hanno saputo cogliere il senso profondo dell'arte e della cultura con parole sottratte ai capricci del tempo che scorre, essi hanno scolpito con profonda intuizione quel senso ultimo che dovrebbe sempre precedere l'inizio di una qualsiasi tentativo di avventurarsi nel campo della creazione artistica.
15 maggio 2009
Modanature del "Palazzo nobiliare" (Rinascimento/Barocco)
di Enrico Bardellini

L a tipologia del palazzo nobiliare, pur nella sua variabilità, ha delle caratteristiche fondamentali facilmente identificabili.
Il palazzo nobiliare è un edificio in scala maggiore rispetto all’edilizia di base, sempre molto più largo e più alto, con un notevole ingombro spaziale e che può raggiungere in alcuni casi le dimensioni di un intero isolato.
Il palazzo è sempre diviso in piani nettamente gerarchizzati attraverso una precisa caratterizzazione a seconda della destinazione d'uso, evidenziando architettonicamente o dimensionalmente i piani secondo la loro importanza.
La facciata principale del palazzo è a carattere scenografico con abbondanti aggetti e modanature. E' dotata di forte simmetria verticale ed è organizzata sulla centralità dell’ingresso principale, il quale é sempre messo in rilievo risultando facilmente individuabile.
La facciata risulta spesso chiusa alle estremità da una soluzione d'angolo o rinforzo d'angolo, con la presenza di elementi architettonici che appesantiscono o rinforzano visivamente gli spigoli dell'edificio. La distribuzione più frequente in pianta degli spazi si organizza intorno ad un cortile centrale che spesso si affaccia su un giardino retrostante.
La gerarchizzazione comporta delle precise scelte formali ad ogni singolo piano.

Il palazzo nobiliare è un edificio in scala maggiore rispetto all’edilizia di base, sempre molto più largo e più alto, con un notevole ingombro spaziale e che può raggiungere in alcuni casi le dimensioni di un intero isolato.
Il palazzo è sempre diviso in piani nettamente gerarchizzati attraverso una precisa caratterizzazione a seconda della destinazione d'uso, evidenziando architettonicamente o dimensionalmente i piani secondo la loro importanza.
La facciata principale del palazzo è a carattere scenografico con abbondanti aggetti e modanature. E' dotata di forte simmetria verticale ed è organizzata sulla centralità dell’ingresso principale, il quale é sempre messo in rilievo risultando facilmente individuabile.
La facciata risulta spesso chiusa alle estremità da una soluzione d'angolo o rinforzo d'angolo, con la presenza di elementi architettonici che appesantiscono o rinforzano visivamente gli spigoli dell'edificio. La distribuzione più frequente in pianta degli spazi si organizza intorno ad un cortile centrale che spesso si affaccia su un giardino retrostante.
La gerarchizzazione comporta delle precise scelte formali ad ogni singolo piano.
07 maggio 2009
Riflessioni sull'architettura ecclesiastica (1)
di Enrico Bardellini
In questo studio, al di là delle varie tipologie degli edifici ecclesiastici che sono emersi nel corso dei secoli, mi sembra importante ricercare le caratteristiche concettuali che l'edificio "chiesa" ha sempre espresso, evidenziando in particolare la stretta relazione con la parola evangelica. Non si tratta quindi di individuare meccanicamente tipologie o modelli esemplari, ma di determinare ciò che é funzionale sulla base della dottrina evangelica.
Cristo come Uomo Divino
P resupposto fondamentale dell'arte cristiana è l'incarnazione di Dio in Cristo, evento che ha reso possibile una rappresentazione artistica del Divino. Recita chiaramente la scrittura evangelica: "E la Parola è diventata carne e ha abitato per un tempo fra di noi, piena di grazia e di verità; e noi abbiamo contemplato la sua gloria, gloria come di unigenito dal Padre."(Giovanni 1:14); "e chi vede me, vede colui che mi ha mandato"(Giovanni 12:45). Con l'avvento di Cristo, il Dio fatto uomo diventa visibile agli occhi dei discepoli e da quel momento é possibile la sua rapppresentazione.
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| Trattato di architettura di Francesco di Giorgio Martini |
Cristo come Uomo Divino
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