Dal volume traggo un brano che tratta dell'interpretazione di in un passo della Prima Lettera ai Corinzi sulla Sophia e sui sapienti:
"(18) Nessuno si illuda. Se qualcuno tra voi si crede un sapiente in questo mondo, si faccia stolto per diventare sapiente; (19) perché la sapienza di questo mondo è stoltezza davanti a Dio. Sta scritto infatti: Egli prende i sapienti per mezzo della loro astuzia. (20) E ancora: Il Signore sa che i disegni dei sapienti sono vani." (1 Corinzi 3, 18-20)
Origene, Dalle Omelie (?) sulla Prima Lettera ai Corinzi (66-71)
"[in corsivo il testo paolino] [...] poiché i Corinzi erano assai fieri della sapienza mondana [κόσμου σοφία], per questo dice loro: Se qualcuno tra voi crede di essere sapiente [δοκεῖ σοφὸς] - non se qualcuno è sapiente [σοφός], ma se crede di essere sapiente [δοκεῖ σοφὸς] tra voi - in questo secolo diventi stolto; non ha detto semplicemente stolto, ma in questo secolo, poiché anche essi ci chiamano stolti in rapporto a questo secolo (67). Dunque diventi stolto in questo secolo, affinché grazie al suo essere divenuto stolto in questo secolo diventi veramente saggio [ἀληθῶς σοφός]; infatti la sapienza di questo mondo [σοφία τοῦ κόσμου] è stoltezza davanti a Dio. Come infatti potrebbe non essere stolto chi nega che esista la provvidenza (68), o che tutte le cose risultano dall'aggregazione degli atomi e del vuoto, o che il piacere è lo scopo che perseguono i buoni (69) e dice tutte le altre cose che sono frottole e vaneggiamenti della presunta sapienza di fuori [δοκούσες σοφίας]? (70). Costui infatti è veramente stolto e queste dottrine sono stolte. E in generale esaminando tutta la filosofia dei greci e dei barbari, dirai che è stoltezza là dove essa discorda dall'insegnamento di Cristo.
Sta scritto infatti: Colui che coglie in fallo i sapienti [σοφοὺς] nella loro astuzia. Io affermo che non è gran cosa se Dio, in quanto Dio, coglierà in fallo i sapienti [σοφοὺς] nella loro astuzia, ma (se lo fa) per mezzo di Paolo che dice: Se anche viviamo nella carne, non militiamo secondo la carne, poiché le armi della nostra milizia non sono quelle carnali ma quelle che hanno potere, grazie a Dio, di distruggere le fortezze, distruggendo i ragionamenti e ogni altezza che si solleva contro la conoscenza di Dio [γνώσεως τοῦ Θεοῦ] (71). Affinché tu comprenda più chiaramente, fammi attenzione a Paolo che soggiorna ad Atene e fa domande a coloro che incontra casualmente, finché gli si avvicinano alcuni filosofi epicurei e stoici: è allora infatti che con la grazia di Cristo egli li mise in difficoltà e ne svelò i sofismi [σοφίσματα]; io ritengo che in quel passo vengano chiamati con il nome di sapienti [σοφοὺς] i sofisti [σοφιστάς], quanti pronunciano sofismi costruiti con artificio retorico e non insegnano la verità. E ancora: il Signore sa che i ragionamenti dei saggi [σοφῶν] sono vani. Non c'è dunque da meravigliarsi se il Signore in se stesso sa che i ragionamenti dei saggi sono vani; ma io desidero che il Signore venuto in me sappia che i ragionamenti dei saggi [σοφῶν] siano vani. Se infatti il Cristo vive in me, egli può mostrarmi come i ragionamenti dei saggi del mondo [κόσμου σοφοὺς] siano vani e come soltanto la sapienza di Dio [σοφία τοῦ Θεοῦ] risplenda vincendo e calpestando ogni apparente sapienza [δοκοῦσαν σοφίαν]."
Origene, commentando S.Paolo, ci chiarisce che i "sapienti" (σοφοὺς), che così si definiscono nel mondo, possiedono solo la sapienza del mondo (κόσμου σοφία), che è stoltezza agli occhi di Dio, la loro è una "sapienza apparente" o "presunta sapienza di fuori" (δοκοῦσαν σοφίαν), una sapienza relativa e frutto di opinione. Il sapiente che crede di esserlo (δοκεῖ σοφὸς), i sapienti del mondo, o che il mondo riconosce come tali, sono in realtà dei semplici "sofisti" (σοφιστάς), dei falsi sapienti astuti, i loro ragionamenti costruiti ad arte, i sofismi, sono vani e non esprimono la Verità.
Il sapiente (σοφός), per essere tale, deve diventare stolto, ma non "stolto" in assoluto, costui é colui che effettivamente non é in grado di riconoscere la Verità, ma "stolto in questo secolo", stolto al mondo, solo così arriva alla "Vera Sapienza", alla sapienza di Dio (σοφία τοῦ Θεοῦ) che è vera conoscenza o "gnosi di Dio" (γνώσεως τοῦ Θεοῦ), solo costui é in realtà il "vero sapiente" (ἀληθῶς σοφός).

1 commento:
Complimenti per il blog, è molto interessante l'incontro tra l'architettura e la filosofia. Mi chiamo Andrea Fiamma, ho 22 anni e mi occupo di neoplatonismo e mistica cristiana. Vi invito sul mio blog, "La cittadella interiore" - ho visto che avete scritto su Hadot, quindi il titolo vi suonerà familiare. A presto per prossime discussioni, saluti.
A.F.
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