06 ottobre 2009

Scolpire il tempo (17) - Hans Sedlmayr

da "Perdita del centro", ed.Rusconi, 1974
“Non è [...] accettabile quella difesa che spesso si sente fare dell'arte moderna, secondo cui essa sarebbe veritiera proprio perché esprime il caos dell'età nostra. A dir vero, è giusto, dal punto di vista spirituale, considerare «realistica» quella deformata immagine dell'uomo concepita dall'arte moderna. [...] Ma questa definizione potrebbe essere usata per giustificare l'arte moderna solo se si accettasse la falsa tesi che l'arte è e deve essere essenzialmente l'espressione dei tempi. E questa tesi è, essa stessa, soltanto il sintomo di un modo di pensare che nasce proprio nella temporalità. L'arte è «espressione del tempo» solo da un punto di vista accessorio ed essenzialmente fuori del tempo: è «epifania» di tutto quanto è indipendente dal tempo, di ciò che è esterno nel riflesso del tempo. La negazione di questo carattere di eternità è, essenzialmente, anche negazione dell'arte. [...] La produzione del vero artista non proviene dal tempo: essa fonda la prigione della temporaneità per diventare creazione. È certo però che per creare il nuovo, anch'essa deve servirsi degli elementi temporali. [...] la grandezza dell'artista «[...] si misura [...] secondo la sicurezza con la quale il caos obbedisce ai suoi comandi». E questi comandi l'artista riceve non da un «io» autonomo ma «dall'alto»; e quando non li riceve dall'alto li riceve appunto dal basso [...].

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