03 giugno 2009

La Trinità di Masaccio (1)

di Enrico Bardellini

Descrizione dell'opera
L’affresco di Masaccio in S. Maria Novella a Firenze della SS.Trinità viene interpretato dalla storiografia ufficiale come il trionfo della razionalità rinascimentale sulla devozione religiosa medievale. Vero e proprio manifesto della nuova pittura rinascimentale e piena applicazione della spazialità prospettica, ci propone una nuovo senso della religiosità vissuta in chiave umanistica e colta. Masaccio, infatti attenua i toni del sentimentalismo religioso convenzionale di origine popolare, elimina le gerarchie tra i personaggi sacri e quelli umani rappresentando le figure nella stessa scala, inquadra la scena in una perfetta prospettiva architettonica di tipo brunelleschiano. Il risutato è quello di una composizione dotata di ordine, regolarità ed equilibrio. Ad evidenziare ancora di più questi caratteri è la perfetta simmetria dell'intera rappresentazione, la disposizione piramidale dei personaggi, la forte geometrizzazione delle forme. Tutte queste caratteristiche confermano la chiave di lettura in senso razionale data dagli storici e universalmente accettata, ed hanno fatto la fortuna dell'opera fin dalla sua comparsa, che é servita da modello per le teorie dell'Alberti e di tutta la pittura rinascimentale successiva.Tuttavia sappiamo che nell'arte del Rinascimento è possibile individuare più piani di lettura, dove altri significati, non immediatamente individuabili, sono possibili per mezzo di un simbolismo più o meno celato.
La cultura rinascimentale raffinata, elitaria e intrisa di filosofia ci ha posto sempre dei difficili ostacoli all'interpretazione del significato delle sue opere.
Con le conoscenze attuali, anche se non possiamo stabilire delle certezze, possiamo attingere a gran parte del patrimonio culturale dell'epoca e proporre delle interpretazioni interessanti e in linea con la mentalità dell'epoca. Per lo spettatore del '400 era naturale individuare modalità di lettura diverse da quella più evidente, al di là delle apparenze anche le più semplici rappresentazioni religiose o mitologiche potevano sconfinare in complesse allegorie.
Formalmente l'opera presenta delle particolarità uniche nel panorama della pittura coeva, in particolare uno schematismo geometrico molto evidente, piuttosto forzato e quindi voluto. Si potrebbe quindi ipotizzare che l'artista abbia dovuto sottostare alla richiesta, forse dei committenti, di uno schema formale preciso e di un programma ricco di significati simbolici.
Lo schema compositivo generale é formato da geometrie facilmente identificabili: nella parte alta individuamo un cerchio evidenziato dall’arco della nicchia; nella parte mediana un triangolo o piramide che contiene i personaggi della scena, dove Dio Padre è posto come vertice e i due oranti in basso delimitanti il lato di base; nella parte bassa un quadrato, come base della composizione, dalla testa dei due oranti al pavimento. I personaggi sono sette, accuratamente disposti su livelli discendenti, in alto al centro la Trinita: Dio Padre, lo Spirito Santo (una colomba sotto il volto di Dio), Cristo sulla Croce. Sotto e spostato a lato: la Madonna a sinistra e S.Giovanni a destra; infine su un piano sottostante e ancora più a lato stanno i due oranti: un uomo e una donna, uno a destra e l’altra a sinistra.
Le figure sono disposte in due gruppi idealmente diversi caratterizzati dal numero 3 e dal numero 4, dove 3+4=7. Il primo gruppo, caratterizzato dal 3, è formato dalle tre Persone della Trinità, coincide con l’asse di simmetria centrale dell'opera, che sta ad indicare l’asse sacro del mondo, rappresenta l'elevazione. La Trinità è presentata come centro o perno dell’universo intorno a cui tutto ruota. Il secondo gruppo, caratterizzato dal 4, è tutto umano ed è formato dalle quattro figure dei due santi e dei due oranti, disposte in modo da formare una figura quadrangolare che si estende in senso spaziale e posta orizzontalmente, rappresenta l'estensione. L’asse verticale (elevazione) più il piano orizzontale (estensione) con i suoi due assi (o quatto direzioni dello spazio) raffigurano una croce tridimensionale a sei bracci, alto-basso-nord-sud-est-ovest, immagine sintetica della dimensione spazio-temporale del cosmo, e della sua unità spirituale e terrena. Un’ottava figura è presente sotto l’affresco, uno scheletro, forse quello di Adamo, si differenzia non essendo figura viva, è disposta in posizione orizzontale a raffigurare la morte, in netta contrapposizione all'asse verticale della vita rappresentato dalla Trinità.
All'interno del grande triangolo contenente le figure è possibile rintracciare un'altra geometria. Unendo la sommità della testa di Dio con le sommità delle teste della Madonna e di S.Giovanni otteniamo un altro triangolo con la punta rivolta verso l'alto; alla stessa maniera, unendo le mani di Cristo con i suoi piedi, otteniamo un triangolo con la punta rivolta in basso. Questi due triangoli risultano perfettamente allineati e identici, ma rovesciati fra di loro in modo da formare per sovrapposizione una stella a sei punte. Si formano così anche due esagoni: uno piccolo al centro; e un altro più grande ottenuto unendo i vertici della stella.
E' importante soffermarci anche su delle particolarità dei colori, infatti nell’affresco ne troviamo solamente tre, il bianco, il rosso e il blu, colori che sono tradizionalmente associati alla Trinità, notiamo che sono disposti in maniera rigorosamente schematica. Specialmente il rosso e il blu si alternano con una certa frequenza e con precisa regolarità geometrica: nei lacunari della volta, nella veste di Dio (che è doppia, una veste rossa e un'altra blu), nelle vesti della Madonna (blu) e S. Giovanni (rosso), nei due oranti, l'uomo (rosso) e la donna (blu). Il bianco è presente nel perizoma di Cristo, è anche usato come campitura di fondo, per dare respiro e far risaltare gli altri due colori.
E' evidente che tutte queste caratteristiche ci portano a concludere che l'opera sia stata progettata con un preciso e tutt'altro che casuale programma geometrico. Possiamo porci come meta la ricerca del perchè l'artista abbia fatto queste scelte e quale sia il significato dell'intera rappresentazione.

1 commento:

MaGiLLa ha detto...

Il Rinascimento ha sfruttato le simbologie e la prospettiva razionalizzando gli equilibri compositivi in una maniera ineguagliabile. Mi chiedo se sia possibile un neorinascimento, uno studio dall'antico che porti nuovamente ad un'esaltazione degli equilibri e ad una genuinità compositiva. Mi riferisco ovviamente all'ambito architettonico contemporaneo.

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