15 maggio 2009

Modanature del "Palazzo nobiliare" (Rinascimento/Barocco)

di Enrico Bardellini

La tipologia del palazzo nobiliare, pur nella sua variabilità, ha delle caratteristiche fondamentali facilmente identificabili.
Il palazzo nobiliare è un edificio in scala maggiore rispetto all’edilizia di base, sempre molto più largo e più alto, con un notevole ingombro spaziale e che può raggiungere in alcuni casi le dimensioni di un intero isolato.
Il palazzo è sempre diviso in piani nettamente gerarchizzati attraverso una precisa caratterizzazione a seconda della destinazione d'uso, evidenziando architettonicamente o dimensionalmente i piani secondo la loro importanza.
La facciata principale del palazzo è a carattere scenografico con abbondanti aggetti e modanature. E' dotata di forte simmetria verticale ed è organizzata sulla centralità dell’ingresso principale, il quale é sempre messo in rilievo risultando facilmente individuabile. La facciata risulta spesso chiusa alle estremità da una soluzione d'angolo o rinforzo d'angolo, con la presenza di elementi architettonici che appesantiscono o rinforzano visivamente gli spigoli dell'edificio. La distribuzione più frequente in pianta degli spazi si organizza intorno ad un cortile centrale che spesso si affaccia su un giardino retrostante.
La gerarchizzazione comporta delle precise scelte formali ad ogni singolo piano.
Il piano terra, sempre diversificato in qualche modo, ha un aspetto più robusto, fortificato o rustico, all’interno contiene i locali di servizio come stalle, cucine, magazzini, e può inglobare un mezzo piano detto "mezzanino", adibito a locali d’uso per la servitù.
Il primo piano, definito "piano nobile" in quanto adibito ad uso di rappresentanza, é il piano più alto e sontuoso, possiede al centro il salone principale, il quale viene denunciato in facciata da finestre o altri elementi architettonici più elaborati.
Gli altri piani superiori sono d'uso abitativo, inferiori come dimensioni e ricchezza al piano nobile e spesso inglobano un mezzanino. Eventuali disposizioni diverse dei piani sono comunque facilmente leggibili in virtù della caratterizzazione gerarchica di ogni singolo piano visibile in facciata.
Il palazzo è chiuso in alto da un cornicione piuttosto ricco e monumentale, il quale ha la funzione principale di evitare lo sgocciolamento della pioggia lungo la facciata, ma anche di segnare visivamente in maniera decisa il limite superiore dell'edificio.
Il sistema delle modanature presenti nella facciata del palazzo é sempre complesso e variamente articolato, ed ha la funzione di creare un ornato adeguato all'importanza dell'edificio e di mettere in contatto e di mediare le grandi masse architettoniche con la scala umana, articolando grandi superfici in partizioni più piccole e variamente articolate.
Principale é l’uso delle cornici marcapiano e marcadavanzale, derivate dall'edilizia di base, che sono tradotte come trabeazioni classiche, da cui ereditano tutta la complessità degli ordini antichi. L'uso degli ordini architettonici nei palazzi del ‘400 e del primo ‘500 è ripreso dalla tradizione dell'antica Roma in maniera abbastanza rigorosa, dai palazzi di Michelangelo in poi si afferma una più libera interpretazione alle regole classiche e si creano nuove forme, spesso molto complesse e fortemente aggettanti dalla facciata, che esaltano i valori plastici e scenografici, fino ad arrivare a vere e proprie fantasiose "invenzioni" nell’architettura del ‘600 e del ‘700. Un ruolo particolarmente importante è riservato alle cornici intorno alle finestre che si complicano a tal punto da assumere la forma di un vero proprio tempietto con tanto di colonne, trabeazione e timpano.
Nel palazzo nobiliare ritroviamo tutto il repertorio della tradizione classica come: colonne, lesene, plinti, architravi, fregi e frontoni, realizzati con materiali durevoli come il marmo, o semplicemente mattoni con intonaco, ma anche meno durevoli come l'intonaco dipinto ad affresco. La presenza di soluzioni povere evidenzia la necessità di un ornato funzionale e non semplicemente decorativo, che invece richiederebbe sempre l'uso di materiali ricchi per essere efficace. Gli ordini tuttavia appertengono ad una tradizione, quella greca, basata sul sistema trilitico, tradizione diversa da quella muraria tipicamente italiana. I due sistemi "trilitico" e "murario" entrano in conflitto in quanto radicalmente opposti, questo problema si era già posto agli antichi romani, i quali lo avevano risolto egregiamente: far coincidere le colonne e la trabeazione con le parti forti dell'edificio, come per esempio è stato fatto nel Colosseo (colonne addossate ai pilastri). Gli architetti rinascimentali riprendono la soluzione romana adattandola ulteriormente. Le colonne/lesene vengono posizionate nello spazio pieno tra le finestre, spesso in corrispondenza di un muro interno, e la trabeazione in corrispondenza del solaio e della cornice marcapiano. Così gli elementi classici perdono la loro originaria attitudine al sistema trilitico e si adeguano al sistema murario, da elementi dotati di forte plasticità e ad andamento puntiforme e aperto diventano lineari e si appiattiscono sulle superfici continue: non più elementi portanti, diventano semplicemente allusivi alla loro originaria funzione. Assumono così una nuova configurazione che va ad arricchire in maniera efficace il lessico architettonico, diventano anzi indispensabili poiché potenziano il senso scenografico e rappresentativo del palazzo, amplificando notevolmente la retorica già insita nell'importanza e nell'eccezionalità della costruzione. C'é da notare, inoltre, che tutti gli elementi scenografici dell'edificio svolgono la funzione di apparato decorativo e al tempo stesso, essendo tesi a rafforzare visivamente il senso strutturale e la destinazione d'uso, assumono la funzione di linguaggio architettonico. Diversamente nell'architettura dell'800 l'apparato decorativo risulta fine a se stesso, come una pelle imposta al volume dell'edificio e spesso in contrasto con ciò che all'interno accade. Le modanature hanno anche la funzione: di dialogare con la più semplice edilizia di base, in quanto il palazzo ripropone amplificati gli elementi essenziali tipici delle case a schiera, permettendo una perfetta integrazione tra edifici di scala dimensionale assai diversa; di proporre un repertorio di elementi antropomorfi, in modo di relazionarsi perfettamente con la scala umana; di connettersi attraverso la metafora del tessuto come trama e ordito formato dalle modanature orizzontali e verticali alla stessa metafora del tessuto urbano della città formato dalle vie e dagli edifici. Si realizza una importante esigenza, sentita nel periodo di fioritura di questa tipologia, cioè quella di integrare perfettamente l'edificio nel contesto della città e della vita, esso infatti dialoga, interagisce, vive nella città, si comporta come un attore protagonista all'interno di una rappresentazione teatrale.

4 commenti:

Pietro Pagliardini ha detto...

E' veramente apprezzabile il tuo blog che si caratterizza per essere, fuori dalla cronaca, un compendio di storia dell'architettura e dei tipi edilizi, un vero corso, a puntate da stampare e conservare.
E' assolutamente unico nel suo genere anche se presenta affinità con il blog Almanacco Romano, che ti consiglio di visitare, il quale però interviene anche sugli accadimenti quotidiani.
Complimenti sinceri.
Pietro Pagliardini

delvisibile ha detto...

Anch'io ho stampato tutto per leggerlo in treno e mettermi al passo... Ottimi gli interventi e soprattutto unici quelli sulle modanature.

arching ha detto...

Vorrei innanzitutto ringraziare per l'inserimento del mio blog fra i link (che ho appena ricambiato).
Le lezioni sono molto belle ed apprezzo l'interessamento verso temi architettonici (come le modanature nell'architettura storica o Castel del Monte) che oggi come oggi neanche vengono trattati nei corsi di storia e composizione dell'architettura.
Ho sempre pensato (zevianamente) che la storia dell'architettura sia importante anche ai fini della professione e che il confronto col passato sia l'unica "cartina al tornasole" veramente attendibile per un architetto.
A proposito del manierismo, sto scrivendo un articolo su Robert Venturi su cui mi piacerebbe poi avere un'opinione.

A presto

Matteo

Anonimo ha detto...

quello che stavo cercando, grazie

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