Simbolismo e cammino iniziatico
Abbiamo visto sin qui che Castel dei Monte obbedisce, nella sua concezione architettonica, più alla matematica, all'astronomia e al simbolismo che alla funzionalità. Infatti per essere castello di difesa manca di fossato, ponte levatoio, feritoie, merli, caditoie per la difesa piombate. Per essere castello di caccia e di delizie, di un imperatore e la sua corte, manca di cucine, forni, stalle, scantinati per conservare derrate e legna da ardere nei cinque caminetti.
E allora perché è stato costruito così? Per proseguire in questo discorso occorre fare una premessa importante. Oggi viviamo un momento storico all'insegna dell'efficientismo, dei profitto e dei consumismo. La velocità è il Dio posto sui nostri altari in funzione di un guadagno più rapido e l'uomo di oggi, nella frenesia vorticosa di questa sua filosofia, non ha più tempo per meditare sui problemi dello spirito, della trascendenza, dei suo inserimento nel più ampio respiro cosmico che fa di ogni uomo una scheggia dell'universo. Al tempo in cui fu costruito Castel del Monte la filosofia corrente era diversa, diverse le credenze, molte le superstizioni. Era il tempo dei maghi, delle streghe, degli alchimisti, degli astrologi che decidevano quando il principe dovesse congiungersi con la legittima sposa per concepire l'erede sotto i più propizi segni delle stelle e dei pianeti, era il tempo delle grandi eresie, dei sofferti fermenti che avrebbero creato le premesse dei Rinascimento e della Riforma, era, in poche parole, un momento di incertezze e insicurezze che non potevano non degenerare in eccessi spirituali. Per capire Castel del Monte e molte altre fabbriche dei passato bisogna tener presente queste grandi differenze con i nostri tempi ed immaginare l'imbarazzo di un uomo di allora se, risuscitando, vedesse automobili, aereoplani, computer, treni, televisori, ecc. Lo stesso imbarazzo proviamo oggi noi di fronte alle incomprensibili testimonianze di quei tempi. Quindi Castel del Monte poteva benissimo non essere una costruzione destinata a quella che noi definiamo pratica fruizione, ma essere “una fabbrica senza scopo", guardandola con i nostri occhi, pur avendo un preciso scopo per gli uomini di allora ossia uno “scopo esoterico”. Esoterismo vuol dire rivelato, manifestato a pochi, mentre essoterismo vuol dire manifestato a molti. In quei tempi erano parecchi gli uomini che si dedicavano all'esoterismo, ossia alla ricerca di certe significazioni nascoste che parlavano, con il linguaggio dei simboli, a pochi iniziati (uomini che si presumevano eletti a capire cose che ad altri restavano oscure). E per stabilire più diretti contatti con queste superiori facoltà mettevano in essere operazioni "magiche" che dovevano svolgersi in luoghi adatti predisposti all'uopo (concentratosi di energie psichiche). Una caratteristica dell'operare di quegli uomini, era di entrare innanzitutto in sintonia con il cielo e con la terra. La premessa fondamentale era di essere in armonia col sole, colla luna, coi pianeti, coi punti cardinali, al punto di miniaturizzare tutte queste componenti nei templi in cui andavano a svolgere le loro pratiche magiche. Perciò troviamo, sin dai tempi più remoti, la piramide di Cheope nella valle di Giza, in Egitto, orientata esattamente con i punti cardinali; il Partenone ad Atene, con la faccia rivolta verso il sorgere dei sole nel mese di Ecatombe, quando avevano luogo le feste Panatenaiche in onore di Minerva; il complesso megalitico di Stonhenge, in Inghilterra, orientato verso il sorgere dei sole al solstizio d'estate ecc. Così in Castel del Monte, invece di trovare le comodità più elementari per i suoi ospiti, troviamo un numero rilevante di accorgimenti simbolici con un vasto ventaglio che và dall'astronomia, alla geografia, alla matematica, alla geometria. Passiamo perciò ad osservare queste curiosità anche se in maniera rapida. Il castello è orientato con i punti cardinali e la sua facciata guarda ad Est. Ne consegue che quando il sole sorge alle date degli equinozi (21 marzo e 23 settembre) il primo raggio dell'astro entra nella finestra dei piano superiore, subito sopra il portale, attraversa la sala, esce dalla finestra che si affaccia sul cortile e va a posarsi su un riquadro rettangolare della parete di fronte in cui un tempo, era posizionato un bassorilievo che rappresentava una donna vestita alla greca che riceveva l'omaggio di alcuni cavalieri. C'è la tentazione di vedere in quella dama la terra che il sole, suo sposo, bacia e feconda all'inizio della primavera. Le scale a chiocciola, che in tre delle cinque torri, conducono al piano superiore girano verso sinistra anziché verso destra come invece avviene nei castelli destinati alla difesa. Perché? Le scale che girano verso destra impediscono ad un eventuale assalitore di salire usando la spada brandita nella mano destra, ma qui siamo in un tempio e chi vi entra è ben accolto, senza dire che anche la terra gira verso sinistra, sia nel suo moto di rotazione che in quello di rivoluzione. Tutte le scale sono comunicanti tra loro, hanno due porte, una per entrare e l'altra per uscire, ma vi sono due sale che costringono il visitatore a tornare indietro. Guarda caso queste due sale guardano verso punti dell'orizzonte in cui il sole sorge ai solstizi di inverno e d'estate, ossia in quei giorni in cui l'astro arresta la sua corsa stagionale e torna indietro. Una di queste sale, inoltre, è davvero particolare perché reca ancora la traccia di un mosaico a pavimento che ripete un antico disegno usato per pratiche magiche. Nella sala è disegnato un doppio quadrato con gli angoli orientati esattamente verso i punti cardinali; ad ogni angolo è disegnato un cerchio, ed un cerchio vi sarà stato anche al centro, ma è andato distrutto. Gli antichi testi di magia dicono che il mago si poneva nel cerchio centrale ed i quattro suoi adepti negli altri quattro cerchi. Durante le operazioni di incantamento si bruciavano profumi fuori dei quadrato ed infatti nella sala c'è, fuori dal recinto magico, un caminetto. Sempre fuori dei quadrato v'è la traccia di un mosaico che ripeteva infinite volte il disegno dei sigillo di Salomone, ossia la stella a sei punte ricavata incrociando due triangoli equilateri, un col vertice in alto ed uno coi vertice in basso. Il primo rappresenta l'uomo, la montagna, il fuoco e il sole, il secondo la donna, la grotta, l'acqua, la luna, ossia tutta la realtà al di fuori della dimensione magica. Scritte misteriose sono incise nel cortile, in una chiave di volta di una sala è rappresentato il Baffometto, simbolo legato ai cavalieri templari, su alcuni gradini delle scale a chiocciola, in corrispondenza delle prese d'aria e di luce (comunemente ed impropriamente dette feritoie) sono incisi misteriosi cerchi di una ventina di cm di diametro. Ma dove il castello denuncia il proposito dei costruttori di farne un tempio iniziatico è nel portale di ingresso che scaturisce, che scaturisce come già detto, da una stella a cinque punte elaborata col rapporto aureo o divina proporzione.
Quei portale disegnato coi numero d'oro 1,618, rapporto che costruisce il corpo umano, simbolicamente rappresenta, sulla soglia dei castello, l'uomo che si avvia al suo viaggio iniziatico verso la grande avventura dello spirito.Infatti varcato il portale, prima di entrare nel cortile, l'iniziando si trova davanti a un portale fastoso e, attraverso il suo vano, intravede nel cortile altri due portali fastosi. Ma se varca la soglia e si volge indietro vedrà che quel portale, che ha attraversato, sull'altro lato è disadorno, quasi che tutto quello che l'iniziando ha dinnanzi a sé debba essere necessariamente bello (il mondo dello spirito) mentre ciò che lascia dietro di sé è disadorno corone disadorna è la profanità materiale. Ma c'è una seconda stella a cinque punte idealmente tracciata sul capo dell'iniziando con funzione ammonitrice. Infatti su cinque delle otto torri dei castello ci sono cinque cisterne pensili senza funzione pratica, cioè l'acqua piovana che raccolgono non viene incanalata per alcun servizio. Così come in tutto il castello vi sono cinque caminetti (troppo pochi per riscaldare le sedici stanze dei maniero e troppo piccoli per cuocervi della carne allo spiedo sufficiente per la corte di un imperatore). Anche questi caminetti, nella loro proiezione su un unico piano ( due caminetti sono al piano terra e tre al piano superiore), disegnano una stella a cinque punte. Il significato nascosto nelle cinque cisterne acqua e dei cinque caminetti fuoco disposti a stella è forse quello di ammonire l'iniziando che, per intraprendere il cammino dello spirito non è più sufficiente il battesimo dell'acqua, ma occorre quello dei fuoco, cioè a dire che la via dei divino è irta di prove ben più dure e difficili della via dell'umano. Queste due nuove stelle potrebbero rappresentare anche le cinque stazioni che il pianeta Venere tocca in otto anni terrestri e cinque anni venusiani, come dire quando si trova sull'allineamento Terra-Sole. Il riferimento al pianeta Venere risale nientemeno che ai Babilonesi che già conoscevano le cinque stazioni dei pianeta e sulle loro celebri tavolette di argilla ci hanno lasciato le osservazioni e i calcoli fatti cinquemila anni fa. Chi si accingeva pertanto a compiere nel castello-tempio il viaggio iniziatico si imbatteva in una simbologia cosmica che gli ricordava continuamente ch'egli era parte integrante dei cielo e della terra, scheggia dell'universo che tentava nel suo viaggio di avvicinarsi il più possibile al divino. Se questo viaggio, infine, lo compiva nella notte dei solstizio d'estate (21 Giugno) avrebbe visto il cielo, al centro del cortile ottagonale, la stella Vega che fu stella polare tredicimila anni fa e lo sarà nuovamente tra tredicimila anni. Sarà una coincidenza, ma Vega che, a causa della processione degli equinozi, fu e sarà stella guida al navigatore e al viandante, ammonisce dallo Zenit chi si appresta al grande viaggio dello spirito, di guardare sempre al cielo per non perdere la rotta. Questo è scritto esotericamente in Castel del Monte e chiunque può intenderlo purché lo voglia.
Nildo Vanelli - architetto
Bibliografia:
P. Pietrarolo, "Castel del Monte" Andria 1979
C.A. Willemsen, i castelli di Federico II nell'Italia meridionale, Napoli 1979
L. Vagnetti “L'Architetto nella storia di occidente" CEDAM, Padova 1980
G. Musca, "Castel del Monte il reale e l'immaginario" in AA. VV, Castel del Monte Bari 1981
S. Mola, A. Tavolaro, G. De Tommasi, "Castel del Monte" Mario Edda editore - Bari 1991
A.Tavolaro, "Castei del Monte scrigno esoterico" Edizioni F.lli Laterza Bari 1991
N. Vanelli Appunti di viaggio, Puglia 1992
0 commenti:
Posta un commento