Riferimenti astronomiciRicordando innanzi tutto che Castel del Monte ha forma ottagona, agli otto angoli si innestano altrettante torri ottagonali, il suo cortile è pure ottagonale e conta otto sale al pianterreno ed otto sale al piano superiore tutte trapezioidali e tutte uguali tra loro. La distribuzione spaziale di tutti questi elementi architettonici (cortile, sale, torri, ecc.) obbedisce a precise indicazioni dettate dal sole nel suo volgere nel corso dell'anno. Immaginiamo che alla sommità della collina -un tronco di cono alto 540 metri -, occupata dal castello, vi sia solo il grande pianoro circolare sul quale sorga solitario un grande gnomone (paio) alto metri 20,50 che occupi il posto della parete sud dei cortile stesso.
A mezzodì dell'equinozio d'autunno, quando il sole entra nel segno della Bilancia, 23 settembre, il palo di metri 20,50 proietterà sul terreno un'ombra lunga esattamente quanto è largo il cortile dei castello.
Un mese dopo, giusto il giorno in cui il sole entra nel segno dello Scorpione, sempre a mezzogiorno, l'ombra dei palo lambirà il bordo della circonferenza teorica nella quale si iscrive il castello comprese le torri.Quando il sole entrerà nei Capricorno l'ombra dei palo indicherà la collocazione di una recinzione ottagonale esterna al castello esistita anticamente e successivamente demolita. Ma il lavoro dello gnomone (dei palo) non finisce qui perché le ombre estive, quelle anteriori a settembre, mese dal quale abbiamo iniziato l'esposizione, cadono all'interno della corte e siccome la tradizione vuole che in tale corte vi fosse una grande vasca ottagonale monolitica in marmo, le sue dimensioni potrebbero aver coinciso con le indicazioni dello gnomone. Quanto esposto innanzi può essere provato sia col calcolo astronomico che si avvale della trigonometria, sia graficamente sovrapponendo alla sezione dei castello l'analemma di Vitruvio.
Questo celebre architetto, vissuto duemila anni orsono all'epoca dell'imperatore Augusto, ci ha lasciato, tra l'altro, la descrizione di un analemma, ossia di un disegno geometrico, in base al quale possiamo stabilire le lunghezze delle ombre di un bastone alle date in cui il sole entra nei diversi segni zodiacali, semprechè si conosca la latitudine dei luogo in cui andiamo a piantare il bastone. Se disegnano, quindi, l'analemma, dando allo gnomone la medesima altezza della parete originale dei cortile e la sovrapponiamo alla sezione dei castello, si intende nella medesima scala, vedremmo che le ombre ottenute dal disegno vitruviamo andranno a scandire tutti quegli elementi architettonici che abbiamo individuati prima e che rappresentano i limiti degli spazi conclusi della costruzione. Questo è solo l'inizio dei legami che il castello presenta col cielo in quanto ve ne sono altri come il seguente. Il tema della perfetta geometricità di Castel del Monte ha colpito un po' tutti gli studiosi, ma in tanta perfezione ecco un'anomalia, una strana anomalia che sconcerta perché si tratta di una imperfezione grossolana che - da maestranze tanto provette – poteva essere facilmente evitata. L'ottagono dei cortile, a differenza dell'ottagono esterno dei castello e degli ottagoni delle torri, non è un ottagono regolare. Non c'è un solo lato che sia uguale ad un altro. E' mai possibile che maestranze e architetti che hanno imprigionato nella pietra cadenze celesti, come quella annuale dei sole, si siano smarriti nel disegnare al suolo un ottagono? E se l'irregolarità fosse voluta o calcolata e le disuguaglianze dei lati calibrate per ottenere un altro elemento cosmico? Infatti è proprio così. Se consideriamo i lati Ovest ed Est dei cortile e li congiungiamo con due diagonali che disegnino nel cortile stesso una X vedremmo che gli angoli opposti ottenuti anziché essere di 45° (un angolo giro di 360° diviso per 8 da 45) sono di poco più di 47°. Che vuoi dire ciò. Tutti sappiamo che l'asse terrestre è inclinato di 23° e mezzo, per l'esattezza oggi è inclinato di 23° e 27' mentre all'epoca della costruzione dei castello era inclinato di 23° e 33'. Sappiamo anche che in 26.000 anni l'asse della terra compie un giro come una trottola che stia perdendo velocità per cui se adesso prolunghiamo idealmente l'asse dei mondo oltre il polo Nord terrestre incontriamo la Stella Polare, ma ciò non accadrà più tra qualche migliaio di anni. Occorrerà attendere che l'asse terrestre compia intero un giro e solo allora potremmo ritrovare la Polare allineata all'asse della nostra vecchia terra. In questi 26.000 anni, quindi, l'asse del mondo descrive un cono il cui vertice ha un angolo doppio di quello della sua inclinazione, ossia - all'epoca della costruzione di Castel del Monte – 47° e 6', il medesimo valore che troviamo tracciato dalle diagonali che congiungono i lati Est ed Ovest dei cortile. Questo cono descritto dall'asse terrestre si chiama processione degli equinozi; gli antichi che lo conoscevano e l'avevano già studiato, lo chiamavano grande anno o anno platonico. I costruttori di Castel dei Monte hanno quindi racchiuso nel cortile l'angolo del cono processionale in coincidenza del quale c'era la vasca marmorea che poteva simboleggiare proprio la terra. Pertanto se la terra è quel pianeta che ha determinati ritmi stagionali, che vede avvicendarsi il caldo al freddo e la vegetazione è condizionata dalle piogge e dalle calure, se l'uomo, a sua volta, correva la sua attività ai periodi della semina e della raccolta, se tutta la vita sulla Terra, dalla gigantesca quercia alla formica, obbedisce a certi ritmi ciò è dovuto soltanto all'inclinazione dell'asse terrestre. Immaginiamo un asse diritto, ossia perpendicolare al piano dell'eclittica, non avremmo più inverno ne estate, le piante si comporterebbero diversamente e l'uomo di conseguenza.
Un angolo di 47° collocato al centro dei cortile di Castel dei Monte, mentre intorno l'architettura dell'edificio si articola scandita secondo il procedere dei sole attraverso i segni zodiacali, non obbedisce forse alla concezione geocentrica di Tolomeo, in vigore all'epoca della costruzione dei maniero, secondo la quale la terra è al centro e il sole le gira attorno? E questa centralità della terra non si sposa facilmente con l’ideale del costruttore del castello che alla sua opera pare abbia voluto dare proprio i crismi dei potere centrale? Un altro sconcertante appuntamento di Castel del Monte con il cielo è il seguente. Se piantiamo, dove sorge il castello, un bastone nel suolo verticalmente ed osserviamo le sue ombre un'ora prima di mezzogiorno e un'ora dopo nelle due date degli equinozi, noteremo che esse spazzeranno un angolo complessivo di 45° e un tale angolo aperto al centro di una circonferenza sottende una corda che è lato di un ottagono. Questo fenomeno avviene soltanto alla latitudine di Castel dei Monte che, guarda caso è un ottagono. Se poi si considera che il tracciato dell'ombra solare di un bastone (più dottamente detto gnomone) tutti i giorni dell'anno scorre sul terreno disegnando un iperbole, è significativo che soltanto agli equinozi scorra seguendo una linea retta. E' come se il sole, in un giorno sacrale qual'è quello degli equinozi, in ore che presso gli antichi avevano valore rituale, disegnasse di sua mano il lato dell'ottagono del castello.
Bibliografia:P. Pietrarolo, "Castel del Monte" Andria 1979
C.A. Willemsen, i castelli di Federico II nell'Italia meridionale, Napoli 1979L. Vagnetti “L'Architetto nella storia di occidente" CEDAM, Padova 1980G. Musca, "Castel del Monte il reale e l'immaginario" in AA. VV, Castel del Monte Bari 1981
S. Mola, A. Tavolaro, G. De Tommasi, "Castel del Monte" Mario Edda editore - Bari 1991
A.Tavolaro, "Castei del Monte scrigno esoterico" Edizioni F.lli Laterza Bari 1991N. Vanelli Appunti di viaggio, Puglia 1992
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